Eataly

13 luglio of 2012 by

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Ovvero quello che i cinesi non ci possono copiare. Sono uscito dalla sede dell’ex terminal Ostiense con questo pensiero fisso in testa e con un orgoglio italico quasi mai provato prima. La musica di Bocelli a canna per tutto il padiglione, invece di rafforzare questa convinzione, mi ha dato più l’impressione di essere in una puntata dei Sopranos, ma dopo tutto si sa che il “prodotto” Italia è anche questo, e se un francese o un americano quando compra una bottiglia di vino vuole sentirsi come Don Vito Corleone mentre passeggia per le sue vigne, lasciamoglielo pure fare. Detto questo si può dare vita al primo “post in progress” di streatit.com, perchè Eataly è così grande e vario che preferiamo provare le cose un pò alla volta e scrivere via via che facciamo tappa in un nuovo posto.

Come si presenta

Nato in quello che fu l’air terminal Ostiense, struttura utilizzata nei Mondiali di Calcio del 1990 e poi rimasta completamente nell’oblio per oltre 20 anni, Eataly è un luogo dove l’unico protagonista è il cibo, che si può scoprire, guardare, odorare, studiare, comprare e ovviamente gustare. Il padiglione è composto da 4 piani organizzati, semplificando al massimo, in questa maniera.

0°: frutta, verdura, dolci, forno, panini, piadine e gelati. Ma anche articoli di design per la cucina, editoria e viaggi (di giusto).

1°: salumi, formaggi, mozzarella, pasta fresca e secca, fritti, olio, pizza e tanta superba birra.

2°: la carne, il pesce, i ristorantini, il vino e il caffè.

3°: centro congressi e aule per i corsi di cucina.

Alla faccia del mio prof delle medie che diceva che non ero bravo nelle sintesi. Incredibile a dirsi ma da Eataly abbiamo trovato molti più posti di street food di quello che avremmo potuto immaginare e sperare, e allora si aprano le danze:

La focaccia

Direttamente dalla tradizione della Liguria, nell’area del forno e del pane, abbiamo provato la deliziosa focaccia, che già a Genova avevo avuto modo di gustare e che non ricordavo così buona. La pasta è bassa, morbida e cotta a regola d’arte. Noi abbiamo scelto quella condita con salsa di pomodoro e bufala e ci ha convinto appieno. Il pezzo mediamente è di 18 euro al chilo, un pò altino ma ne vale la pena.

La Piadina Romagnola (Fratelli Moioli)

Forse troppe aspettative? Forse. Ma da questa piadina, nel complesso buona, ci aspettavamo qualcosa di più. Nonostante le ottime premesse, come la grande simpatia e cortesia nel servizio, l’interessante preparazione a vista e l’abbondanza quasi eccessiva (e quando si abbonda nella nostra filosofia è sempre un bene), alla fine dell’assaggio non possiamo dire di essere rimasti pienamente soddisfatti. Promossi lo spessore e fragranza della piadina, qualcosa è invece mancato nella consistenza in bocca, forse a causa della non eccellente friabilità. Parliamo di street food quindi posso usare un registro da strada: senza la birra i morsi di piadina faticavano a scendere giù e quasi si bloccavano in gola! Un incidente di un giorno? Nessun problema a dare una seconda chance alla piadina dei Fratelli Moioli, dove l’eccellenza degli ingredienti è inequivocabile e dove abbiamo apprezzato il coraggio di accostamenti curiosi, come il salame cotto, capperi e mozzarella. Aspettiamo quindi un secondo assaggio, magari guidati dai vostri commenti.

 

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