Streatit in Cina – il racconto gastronomico del nostro viaggio – 2

30 settembre of 2013 by

Seguito del nostro racconto

Pingyao

Ping’an, una delle migliori cittadine cinesi fortificate del primo millennio, non ha una vera e propria offerta di street food quanto più dei piccoli locali che servono affacciandosi direttamente sulla strada. Dopo aver vagato un pò fra trappole e trappoloni abbiamo mangiato in un indirizzo consigliato dalla Routard, Petit resto Dejuyuan. Qui abbiamo trovato un’ottima cucina a prezzi bassi, raro per un locale in un centro turistico, ed abbiamo provato il piatto del luogo, dei noodle cilindrici cotti al vapore e conditi con due salse al pomodoro. Sarà stata la mancanza di casa ma i contatti con la nostra cucina ci sono sembrati molto forti: la pasta ricordava alla lontana i nostri maccheroni e la salsa, con il trito di cipolla e carote, non era molto differente dalla base del nostro ragù. Molto buono anche il riso fritto, colloso e sapido (glutammato rules). Da provare, seppure non abbiano nulla a che vedere con la tradizione cinese, le patate a sfoglia,  fritte in maniera impeccabile, croccantissime e rese sfiziose  dalla miscela di spezie e odori secchi, veramente uniche.

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Xi’an

Nella vecchia capitale della Cina abbiamo provato i primi ravioli veramente gagliardi del nostro viaggio, da Defachang, una sorta di self service dove si ordina alle casse e si viene serviti al tavolo a prezzi veramente onesti. Diffidate da chi vi dice che la cucina cinese in Cina non c’entra nulla con quella che si mangia in Italia. Per quanto riguarda i ravioli ad esempio delle differenze ci sono, specialmente nella consistenza della pasta e nella qualità della carne del ripieno, ma nulla di abissale quindi non vi lamentate del sapore “gingeroso” dal momento che in Cina è assolutamente uguale.  Una curiosa differenza l’abbiamo trovata negli intingoli, perché qui la soia può essere miscelata con un aceto che aiuta a sgrassare la farcia particolarmente grassa di maiale. Dimenticate la salsa rossa, nella gran parte della Cina non esiste.

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Come in Italia la varietà maiale-gamberetti non ci ha esaltato, forse anche perché distratti da una ragazza che ha deciso di unirsi al nostro tavolo per parlarci un po’ e chiederci cosa facevamo in Cina, da dove venivamo e se eravamo solo amici o fidanzati. Mitica anche la sua famiglia che incuriosita nel vedere due occidentali al loro ristorante ci ha mostrato come mangiare i ravioli elargendo sorrisi ad ogni liscio di bacchette.

Dopo pranzo abbiamo fatto una passeggiata nel bel quartiere musulmano dove se vi fossimo arrivati bendati avremmo avuto la certezza di essere in medio oriente. Tra gli odori dominano le spezie che soffriggono insieme alla  carne grassa di montone, il pane con il sesamo e i dolci di frutta a guscio, purtroppo miscelati con tonnellate di pessima soia. Per la cronaca, l’effetto sul palato di questi dolcetti è paragonabile ad una manciata di sabbia in bocca.

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Nel Sichuan abbiamo passato un paio di giorni a Jiuzhaigou, vicino a 9 villaggi tibetani. Di street food ne abbiamo trovato molto poco, anche perché eravamo in zone turistiche con catene di fast food. Da segnalare il pane, che qui ha una straordinaria tradizione e varietà e che abbiamo assaggiato come dolce, fritto e ripieno di fagioli di soia, e al forno, farcito con montone e verdure.

Se avete la possibilità cercatene quante più varietà riuscite.

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Chengdu

Purtroppo solo di passaggio in questa città molto carina, abbiamo dedicato tutto il tempo disponibile alla visita del parco dei Panda dove abbiamo vissuto per alcune ore a contatto con questi incredibili (per somiglianza con l’uomo) animali. Da bravi amici abbiamo anche condiviso la merenda assaggiando la loro torta di riso e soia (per variare l’alimentazione di solo bambu’ scarsamente proteica) e…sarà che era appena sfornata, sarà l’emozione dei panda ma era davvero buona!

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Per il pranzo ci siamo buttati in una sorta di self service, Longchaoshou, dove prima si trova un tavolo e poi si va alla cassa ad ordinare da una lunga e incomprensibile carta di spuntini poi serviti al tavolo. Praticamente un Eataly cinese dove però non hai idea di cosa hai ordinato a causa della bolgia della fila e delle traduzioni fantasiose in inglese. Stupendo ed economico!

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Yangshuo

Arrivati al giro di boa del nostro viaggio credevamo che non avremmo avuto più grandi soddisfazioni ed invece Yangshuo si è rivelata una piacevole cittadina streetfood friendly. Sul lungo fiume e sulla strada principale abbiamo trovato svariati barbecue di carne e di pesce e un sedicente miglior hamburger cinese del paese. Effettivamente, coriandolo a parte, la versione piccante dell’hamburger non era affatto male mentre la versione senza spezie, lasciando il palato più libero, metteva in evidenza tutti i limiti della pasta di riso utilizzata per riempire i panino. In Cina i noti prezzi bassi non dipendono solo da un tasso di cambio particolarmente favorevole ma sopratutto dalla qualità dei tagli di carne, difficilmente elevata, e dalla quantità, spesso minima rispetto alle verdure, che tendono ad aumentare il volume di ogni piatto.

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Abbiamo poi provato una speziatissima aletta di pollo al barbecue, la prima incontrata nel nostro viaggio, molto sfiziosa e ben preparata, con la pelle piccante e croccante e la carne morbida e saporita.

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Lou’s bakery è stata una grandissima sorpresa perchè finalmente, dopo giorni passati a sbocconcellare improbabili dolci a base di soia, abbiamo trovato questa pasticceria che usa del burro per le proprie produzioni. Un pò scettici all’inizio ci siamo dovuti ricredere dopo aver assaggiato degli ottimi lieviti e dei biscotti che sembravano essere stati sfornati dritti dritti dall’Europa e non dalla cucina al piano superiore. Simbolo perfetto della Cina che si avvicina all’occidente consigliamo questo indirizzo specialmente se si ha un pò di nostalgia dei gusti di casa.

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In una rocambolesca gita alle risiere di Longji ci siamo imbatutti nel famosissimo (deve esserlo per forza visto che la guida ce l’ha urlato per circa due ore ad intervalli di 15 minuti durante il viaggio) Bamboo rice. Il piatto consiste in riso cotto con pancetta e zucca all’interno di una canna di bamboo sui carboni di un barbecue. Il gusto delizioso dell’ affumicato e l’accostamento familiare di pancetta e zucca ci è piaciuto molto e ci sentiamo di consigliarvelo anche se preso nel più turistico degli indirizzi.

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