This is Food 2013

20 ottobre of 2013 by

Un festival Rock, ecco quale è stata l’impressione che abbiamo avuto girando per This is food, rassegna dei ristoratori che hanno fatto dell’innovazione e della voglia di cambiare le regole nella sonnacchiosa Roma il loro tratto distintivo.

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Ad aprire questo 1 Maggio gastronomico nel bellissimo spazio delle Officine Farneto,  ci ha pensato Mazzo, i Clash de noantri, che dietro a piatti popolari dall’impatto molto duro, nascondono un’anima sofisticata ed estremamente ricercata. Questa volta i The Fooders di Mazzo ci hanno stupito con le loro polpette al sugo, quattro generosi bocconi di carne tenera e saporita accompagnati da una salsa di pomodoro densa e dalla grattugiata finale di formaggio e pepe. Tre bei pezzi di pane nel piatto a garanzia che neanche una traccia di sugo venga lasciata nel piatto, sempre rock e sempre al top!

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Qualche passo e abbiamo cambiato “palco” arrivando dai Tram Depot, i Phoenix di Testaccio, raffinati, piacioni (si dice affabili in italiano giusto?)  e bravi. Da loro abbiamo assaggiato un Panino al nero di seppia con salmone, salsa di aneto e bottarga, interessante per il gioco dolce/salato, ed un panino alla curcuma con Cecina de Leon, carote stufate, lame di pomodoro e insalata dove forse la parte vegetale era leggermente troppo sopra il resto. Con due panini abbiamo acquisito anche il diritto ad una grattachecca, gagliardi!

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Arrivati a questo punto, come tutti i festival  musicali, c’era bisogno di bere e allora ci siamo affidati al Caffè Propaganda, i Pink Floyd del cocktail, che con il loro Chateaux David (gin, green chartreuse, lime e ginger beer) ci hanno condotto in un piccolo viaggio sensoriale, dando una lezione ai miscelatori di alcool del sabato sera.

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Bistrot Bio, per noi i Cocoon della ristorazione, con cura maniacale per i dettagli e sempre onirici hanno giocato con il loro menù portando tutti piatti dal grande impatto visivo, come lo stecco di parmigiana di zucca, divertente amuse bouches da asporto.

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L’atmosfera sempre più calda del “concerto” a quel punto andava raffreddata e allora siamo andati a “sentire” Steccolecco, per noi i Wambats, giovani e pieni di idee hanno reinventato il gelato su stecco a Roma. Molto buono il Bacio con nocciola viterbese bio, siamo sicuri che con il tempo il gruppo diventerà sempre più forte.

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Come tutti i festival a più palchi abbiamo dovuto rinunciare a qualcuno, come Zia Rosetta (tanto sappiamo dove trovarli quando vogliamo farci del bene!), Romeo con la sua Ape, Bancovino, Fonderia, Grandma, Hamburgueseria, Pastificio San Lorenzo e Porto Fluviale.

Il gran finale è spettato all’artista di punta festival. In Jam session con Claudio Favale, che ha proposto 4 piatti sul tema cucina senza glutine, si è esibito il Duca bianco della carbonara, il Lou Reed della quaglia e broccoletti, o più semplicemente il Franco Califano della cucina romana: Arcangelo Dandini. Da lui abbiamo gustato un fritto assortito, sempre gluten free, con una incredibile crema fritta, pecorino, zucchero e cannella, una crocchetta di patate affumicate e un supplì alla romana. L’abilità di Arcangelo Danindini di rendere sofisticati dei piatti apparentemente semplici è disarmante, addenti un suppli pensando “vabbè è un supplì” e ti ritrovi a bocca aperta convinto che i dettagli e il loro dosaggio siano la discriminante tra un cuoco ed uno chef.

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Felici del festival siamo andati via pensando che finalmente Roma per una sera non ha fatto la stupida e ci ha regalato tante realtà interessanti che stanno portando la capitale al centro della scena gastronomica nazionale.

Ps. L’angolo più glamour del festival era quello delle foto di Food Confidential!

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